Nel tema di Giovanni, prima media e uno zio perso da poco per un melanoma, un desiderio che è anche il nostro: far sì che le persone imparino a prendersi cura di sè attraverso la prevezione!
“Se avessi la bacchetta magica, cosa ti piacerebbe fare per il bene di tutti?”: così dice il tema che la prof di Italiano ha dato alla sua classe di prima media. E Giovanni, lì nel terzo banco, non ci ha dovuto pensare più di tanto: ha le idee chiare lui. O meglio, gliele ha chiarite bene il destino, se così si può dire. Sì, perché il fattaccio è capitato di punto in bianco a suo zio tre anni fa e Giovanni ha la memoria buona: ricorda tutto per filo e per segno, così almeno crede.
Era settembre e le vacanze in Sardegna erano finite da un po’: tutto indimenticabile, il mare azzurrissimo, la sabbia che sembrava farina e suo zio da sempre appassionato di aquiloni al punto da contagiare tutti, Giovanni compreso. Capaci tutti di restare intere giornate a giocare così in spiaggia, fortunatissimi ad avere sempre quel vento che in Sardegna gli aquiloni te li porta in alto e lontano, facendo impazzire dalla gioia e dalle corse instancabili.
Adesso però lo zio era preoccupato: quella macchia bruna sulla gamba che – sempre uguale e insignificante per un sacco di tempo – è cresciuta stranamente e il medico di famiglia ha detto “togliere subito!”. Indirizzati a un chirurgo plastico suo amico, l’asportazione è stata fatta in un battibaleno, così più o meno scrive Giovanni nel suo tema un po’ agitato. Poi arriva il referto che lui non ha mai capito bene, ma ha tolto il sorriso a tutta la famiglia. Lo zio ha dovuto tornarci altre due volte sotto i ferri (come dice la nonna) e ha persino cominciato una terapia nuova perché la malattia non era all’inizio.
A questo punto le idee che nella testa di Giovanni sembravano così chiare ora, nel compito scritto, si fanno confuse, i ricordi si mischiano senza un ordine impeccabile perché sono belli e brutti nello stesso tempo. Alla fine lo zio è entrato in ospedale perché faceva fatica a camminare e a casa non è più tornato. Giovanni scrive ogni cosa con la penna che trema un po’, ripensando al suo sorriso (contagioso pure quello), ma capisce che non deve andare fuori tema: a lui la bacchetta magica serve e deve fare qualcosa di buono per tutti, anche se lo zio non può tornare.
Ma cosa conviene fare, potendo, in quattro e quattr’otto? Cancellare le brutte malattie della pelle, tutte quante in un colpo solo? Inventare una crema miracolosa che scioglie tutte le macchie, in tutti i punti del corpo? Raddoppiare (non c’è mai riuscito nessuno) il numero dei medici e degli ambulatori? Giovanni la pensa a modo suo sulla prevenzione e la diagnosi precoce, in testa gli frulla piuttosto un’idea diversa e nemmeno così strana: a cosa serve, scrive lui, riuscire a fare le cose più furbe o incredibili se le persone non si vogliono bene e non si prendono cura della propria salute? Ecco la magia da fare in qualche modo, prima possibile: imparare a scuola, a casa, al mare, per strada a fare precisamente questo, volersi bene.
Ancora non si sa che voto gli ha dato la prof che non è di manica larga. Ma al suo posto, cosa fareste voi? Non al posto della prof, s’intende, al posto di Giovanni?
(G. V.)
Noi della Fondazione Alberto Castelli non abbiamo la bacchetta magica, ma il tema di Giovanni ci è piaciuto molto e siamo d’accordo con lui! Insieme al Centro Oncologico Ligure abbiamo un progetto, “Insieme Contro il Melanoma”, con cui vogliamo creare un ambulatorio di screening gratuito della pelle per le fasce più deboli della popolazione e fare attività di prevenzione nelle scuole. Sostienici anche tu! La salute è un dono, a Natale regala la prevenzione!